6 settembre 2017

Recesso Anticipato Contratto Telefonico (Disdetta): Penali, Costi e Procedura

Come fare la disdetta del contratto telefono e internet, quali costi ci sono: le novità del ddl Concorrenza 2017
Il contratto telefonico per la linea di casa e il contratto di acquisto a rate di smartphone o tablet con tariffa inclusa prevedono un periodo di vincolo variabile, ovvero la durata del contratto: il ddl Concorrenza (legge n° 124 del 4 agosto 2017), approvato dal governo il 29 agosto 2017, fissa il limite a 24 mesi, anche nel caso di acquisto a rate di smartphone o tablet o di concessione del modem; tuttavia, come per altre novità introdotte dalla legge sulla concorrenza le compagnie telefoniche hanno chiesto tempo per adeguarsi, in particolare su come il cliente può effettuare la disdetta con procedure telematiche, disdetta che deve essere immediata. In questa guida aggiornata al recesso da contratto telefonico riportiamo sia le modifiche introdotte che le norme precedenti e le prassi attuate fin'ora.

I costi per recesso da contratto telefonico - In caso di disdetta dell'abbonamento, cioè di rescissione anticipata (per cambiare compagnia telefonica con portabilità del numero oppure no, è uguale) non ci sarebbero delle penali, come indica la Legge Bersani del 2007: purtroppo però le compagnie hanno fatto rientrare dei costi che sono delle penali mascherate e con il ddl Concorrenza si cerca di mettere dei paletti, di fare chiarezza per i consumatori. Nel caso dei contratti telefonici, per il telefono fisso e/o internet a casa ma anche per la tariffa in abbonamento per cellulare o tablet e per comprare a rate smartphone o tablet con tariffa abbinata, c'è da considerare che in caso di disdetta prima del periodo di vincolo ci sono costi che possono non essere indifferenti e far venire meno l'eventuale convenienza del cambio di operatore, se è questo l'intento, o comunque far aumentare i costi che non si vorrebbero pagare. Ovviamente in caso di recesso dopo il periodo di vincolo questi costi non ci devono essere.

Le novità sui contratti telefonici introdotti con la legge sulla Concorrenza 2017 per quel che riguarda i costi sulla rescissione dell'abbonamento telefonico sono solamente dei chiarimenti, che tra l'altro le compagnie hanno detto di aver già recepito da anni: quindi si presuppone che da questo punto di vista non cambierà nulla. La legge dice, un po' vagamente, che le spese per recesso del contratto o trasferimento dell'utenza ad altro operatore devono essere commisurate al valore del contratto e ai costi sopportati dall’azienda, e che tali spese vanno rese note al consumatore in fase di pubblicizzazione dell'offerta e di sottoscrizione del contratto. Come scritto su Agenda Digitale dal dott. Mario Morcellini, Commissario dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, il consumatore deve vedersi addebitare "solo gli eventuali costi debitamente pubblicizzati e portati alla sua attenzione che presentino le caratteristiche di equità e proporzionalità al valore del contratto e alla durata residua della promozione offerta". Leggete bene il contratto dunque, deve essere scritto cosa vi viene addebitato quando volete recede dal contratto prima della scadenza (che, ribadiamo, deve essere massimo di 24 mesi).

Disdetta contratto telefonico (linea di casa o tariffa mobile in abbonamento) - Nel caso si volesse rescindere in anticipo il contratto per la linea fissa telefono e/o internet di casa oppure un piano tariffario in abbonamento per cellulare o tablet, ci sono dei "costi per la disattivazione del servizio", formula che le compagnie telefoniche usano al posto di "penali" in quanto le penali sono vietate dalla Legge Bersani del 2007: questi costi sono possibili perchè la legge consente alle compagnie di pretenderle dal cliente in quanto il recesso anticipato avviene durante il periodo di "promozione" della tariffa, che guarda caso corrisponde sempre o quasi al periodo di vincolo prima del rinnovo! I costi variano da compagnia a compagnia e dal tipo di contratto (solo telefono o anche internet, ADSL o fibra ottica): in genere si va dai 40€ fino ai 100€, vedremo se con le novità del ddl Concorrenza 2017 cambierà qualcosa.

Il consiglio resta lo stesso però: leggete con estrema attenzione le voci di spesa che sono riportate sul contratto perchè solo quelle sono il riferimento per quanto dovrete pagare, visto che possono cambiare. Se non sono chiaramente indicati non dovete pagare e quello che pagate deve essere scritto sul contratto: se vi fanno pagare di più o voci di spesa che non sono scritte, potete ricorrere al Garante delle Telecomunicazioni o al Co.Re.Com della vostra regione per agire contro la compagnia e chiedere il rimborso.
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Disdetta contratto di acquisto a rate di smartphone o tablet con tariffa inclusa - In questo caso bisogna specificare innanzitutto che siccome si sta comprando a rate qualcosa, se si vuole recedere dal contratto prima del termine allora occorre pagare tutte le restanti rate: il cellulare o il tablet rimangono al cliente in ogni caso (si paga anche la parte di rata relativa alla tariffa abbinata al device). Eventualmente ci sarà anche un costo in più come nel caso dell'abbonamento alla sola tariffa spiegato poco sopra, ma anche in questi casi occorre che sia chiaramente scritto nel contratto, che sia commisurato al valore dell'abbonamento e ai costi sopportati dall'azienda.

Recesso dal contratto telefono e/o internet per ripensamento - Nel caso il contratto sia stato stipulato telefonicamente perchè un operatore commerciale vi ha chiamato, o dal sito della compagnia telefonica, o presso il vostro domicilio perchè un agente commerciale "vi ha suonato alla porta", si ha il diritto di ripensamento: entro 14 giorni solari (e non lavorativi) dalla firma del contratto o dalla consegna del bene (tablet, smartphone...) è possibile recedere senza alcun costo da parte vostra. Il diritto di ripensamento non vale se per stipulare l'offerta vi siete recati voi presso un ufficio o un negozio della compagnia telefonica. Se il venditore non ha dato le informazioni sull'esistenza e sulle modalità di esercizio del diritto di recesso, il termine per esercitarlo diventa di 12 mesi dalla fine del periodo di recesso iniziale (quindi 14 giorni più 12 mesi).

disdetta del contratto telefonicoSi viene rimborsati di eventuali costi già sostenuti per l'attivazione, ma attenzione: si devono pagare i servizi attivati durante il periodo di recesso (che siano i 14 giorni o i 12 mesi) e l'eventuale consumo di traffico, oltre a restituire modem, telefono, tablet. Ovviamente il tutto si complica e diventa più oneroso nel caso si eserciti il diritto di ripensamento dopo i 14 giorni se l'operatore non vi ha informato adeguatamente.

La normativa di riferimento è il decreto legislativo 206/2005 (Codice del Consumo) e il decreto legislativo 21/2014 che recepisce la direttiva europea sui diritti dei consumatori del 2011.

Come fare la disdetta del contratto telefonico e/o internet - Questo è forse la più interessante novità che il ddl Concorrenza 2017 ha introdotto per quel che riguarda i contratti telefonici: la disdetta deve poter essere fatta per via telematica, online o per telefono, oppure recandosi nel negozio / punto-vendita presso il quale è stato stipulato il contratto. Oltre a rendere più snella la pratica del recesso, questa novità è per far sì che la rescissione del contratto di abbonamento internet e/o telefono abbia effetti immediati, senza dover attendere i tempi delle raccomandate, dei fax ecc...

Tuttavia proprio su questo importante cambiamento le compagnie hanno chiesto tempo per potersi adeguare (presumibilmente per preparare i form online sui loro siti, aggiornare le procedure ed istruire gli operatori), dunque la classica raccomandata di disdetta rimarrà ancora per un po' la sola procedura disponibile. In teoria non dovrebbe comunque sparire.

Mandate al provider, all'indirizzo che trovate scritto sullo stesso contratto o sul sito, una raccomandata a/r con scritto chiaramente la vostra intenzione di recedere, specificando se si tratta di cessazione o passaggio ad altro operatore: consigliamo di indicare la data di fine rapporto a 30 giorni da quella sulla lettera. Soprattutto per quel che riguarda il recesso per ripensamento, verificate sul sito della compagnia telefonica che vi sia l'apposito modulo da scaricare.

Ribadiamo che si tratta di una procedura che dovrete fare e che ci possono essere costi da sostenere se si tratta di recesso anticipato prima del termine del periodo di vincolo: oltre, non dovrete pagare nulla e se invece passate ad altro operatore sarà quest'ultimo a doversi occupare della pratica.

Non pagare penali/costi per recesso da contratto telefonico e/o internet - Non si deve pagare nulla in caso di disdetta del contratto telefonico al termine del periodo di vincolo, invece in caso di recesso anticipato occorre che quanto si paga sia chiaramente specificato nel contratto e che sia "equo", come spiegato sopra. Nel caso vi trovaste con costi poco chiari o eccessivi potete non pagare, ma sappiate che ci vuole un certo impegno perchè occorre rivolgersi ad un avvocato o ad un'associazione dei consumatori o, come già specificato, all'AgCom o al Co. Re. Com della vostra regione. Sappiate che le seguenti diciture sono illegittime e nei contratti telefonici/internet servono proprio a nascondere una penale: importo per dismissione - costo per attività di migrazione - costo disattivazione linea - contributo disattivazione - corrispettivo recesso anticipato/ disattivazioni anticipate.

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